Come addomesticare un gatto

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come addomesticare un gatto

I gatti possono essere creature molto diffidenti, soprattutto se selvatici e randagi. Il miglior modo per avvicinarli è lasciare loro il tempo di cui necessitano per vincere ogni diffidenza.

Tieni presente che ciò comporta un bel po’ di tempo soprattutto quando i gatti sono spaventati e nutrono timore nei confronti della specie umana. In questo caso, il gatto potrebbe limitare i contatti con te ai soli “indispensabili” per la sopravvivenza e il proprio benessere. In alcuni casi, difficilmente si può sperare di accattivarsi le grazie del felino in questione, e renderlo un vero e proprio animale domestico: alcuni animali preferiscono, sia per carattere che per esperienza, limitare gli incontri e la vicinanza con l’uomo al minimo indispensabile. Non perché siano opportunisti, semplicemente perché l’istinto di sopravvivenza suggerisce loro che è meglio mantenere una distanza di sicurezza tra sé e l’essere umano, molto probabilmente perché in passato una persona ha fatto loro del male.

Non scoraggiarti, comunque, perché la perseveranza ti aiuterà a conquistare tutto lo spazio che il gatto deciderà di concederti.

Il rituale di avvicinamento è spesso molto lento e può dare risultati diversi anche in relazione al carattere dell’animale stesso (molte razze hanno caratteristiche comportamentali distintive: alcune sono più aperte, altre più chiuse). In ogni caso, la procedura è sempre la stessa e la parola chiave per addomesticare un gatto è una: pazienza.

Leggi i segnali del corpo

Quando un gatto si avvicina a casa tua sempre più spesso, significa che qualcosa lo attira a te, e questa cosa è molto probabilmente il cibo. Non appena ti sarai accorto della sua presenza, la prima cosa da fare è cercare di studiare i suoi movimenti e il linguaggio del suo corpo per capire, grosso modo, il suo livello di diffidenza o confidenza nei confronti dell’uomo.

Se il gatto non scappa via subito dopo averti visto, è già qualcosa. Non devi provare subito ad avvicinarti, perché ciò potrebbe intimorirlo e fargli prendere la decisione di non avventurarsi più dalle tue parti. Invece, fagli sentire la tua voce, che deve essere calma, rassicurante e delicata. Non urlare, anche se è distante: gli animali hanno un udito migliore del nostro. Ripeti la parola “micio” e osserva la sua reazione.

I gatti assumono le posture ben precise che esprimono il loro stato d’animo: se le orecchie sono tirate all’indietro, la coda si muove a scatti e il pelo è arruffato sulla schiena inarcata… be’, il gatto si sente minacciato e sta assumendo un atteggiamento aggressivo. In questo caso fai qualche passo indietro e guarda se la sua reazione migliora. La coda fra le zampe è invece indicativa del fatto che il gatto ha timore: non dovrai compiere nessun movimento azzardato, piuttosto continua a chiamarlo molto dolcemente ed eventualmente avvicinati in modo estremamente cauto.

Accertati del suo stato di salute

Anche da una certa distanza, è possibile valutare lo stato di salute del gatto, facendo caso ad alcuni semplici segni del suo aspetto.

Controlla lo stato del pelo: potresti scorgere chiazze prive di pelo, piaghe, ferite.

Se il gatto fa movimenti bruschi, alternati ad aggressività e debolezza, oppure dà segni di convulsione o agitazione, il gatto potrebbe avere la rabbia. Soprattutto in questo caso (ma sempre, in generale) prima di avvicinarti ad animali che presentano evidenti segni di malattia, chiama un veterinario o un professionista che possa riuscire a catturare l’animale, senza fargli male o spaventarlo troppo, e possa verificarne lo stato di salute e curarlo.

Da solo non potrai prenderti davvero cura di un animale, né addomesticare un gatto, di cui non conosci lo stato di salute: prima di ogni tentativo di addomesticamento profondo, cerca di raggiungere un contatto tale (con le dovute precauzioni) che ti permetta di farlo controllare da un professionista.

Addomesticare un gatto significa abituarlo a te

Una volta che il gatto avrà cominciato a tollerare la tua presenza fino al punto da non scappare, dovrai cominciare a abituarlo a te. Comincia con la tua voce, e associa alla tua presenza l’idea del cibo.

Posa una ciotola con del cibo in un punto e poi allontanati: col passare del tempo, il gatto accetterà di avvicinarsi alla ciotola, che lascerai a una distanza sempre più ridotta da te. Dopo qualche giorno, potresti vedere che il gatto è sereno e contento anche in tua presenza: le orecchie saranno in avanti e la coda sarà alta, il pelo sarà completamente piatto e potrebbe anche fare le fusa.

Addomesticare un gatto: il primo contatto

A quel punto, potrai provare a toccarlo: indossa dei guanti e degli indumenti protettivi. Tieni anche a portata di mano un asciugamano o una copertina per prenderlo e portarlo dal veterinario per i controlli a cui devi sottoporlo.

Stai attento alla sua reazione quando lo tocchi. Se ringhia, allontanati, poiché è un chiaro segnale del fatto che non è ancora pronto. Dagli un po’ di tempo ed eventualmente poi prova a toccarlo attraverso un cucchiaio di legno con la punta avvolta della lana o in un altro tessuto morbido, in modo che simuli il tocco della mano: questo ti servirà per fargli delle carezze “artificiali”, ma mantenendoti col corpo a una distanza maggiore.

Una volta che il gatto sarà rassicurato dal tocco amichevole e non pericoloso, potrai ridurre la distanza fino ad eliminare completamente la mediazione della “protesi” del cucchiaio e usare la tua stessa mano.

Quando riesci ad accarezzarlo, limitati alla sola testa e al collo. Non andare oltre le spalle e non toccare la pancia, la schiena e le zampe, perché si sentirebbe minacciato.

Portalo dal veterinario

Come abbiamo detto, se riesci a prendere il gatto in braccio, fallo con le dovute precauzioni e tienilo in una copertina o un asciugamano. Così, portalo subito a fare i controlli necessari per accertare il suo stato di salute e appurare l’eventuale presenza di malattie, anche trasmissibili all’uomo.

Se non riesci ancora a prenderlo in braccio, procurati un trasportino da viaggio per animali e lascialo aperto in casa, in modo che il gatto lo esplori e se ne abitui. Riponi prima all’ingresso, poi all’interno, una ciotola con del cibo, in modo da attirare il micio dentro: fallo rimanendo sempre a fianco alla ciotola e del trasportino, in modo rassicurante, incoraggiandolo, in modo che il gatto capisca che tu vuoi che lui entri proprio lì dentro e che possa fidarsi di te e farlo senza paura: se lo attirerai dentro e lo chiuderai con l’inganno, perderai la sua fiducia.

Adesso potrai portarlo dal veterinario e continuare ad addomesticare il tuo gatto, che ormai avrà acquistato sicurezza e fiducia in te.

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