Come fare la cura dell’uva

Cura dell'uva

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Come fare la cura dell'uva
Come fare la cura dell'uva

Cura dell’uva

La cura dell’uva (ampeloterapia) ha origini antichissime ed è un’ottima terapia stagionale. Vediamo allora in cosa consiste e cosa cura.

L’uva fa miracoli, citando wikipedia: L’uva presenta diverse proprietà benefiche in grado di depurare l’organismo garantendo tutte le sostanze nutritive di cui necessita il nostro corpo.

Difficoltà: Facile

Come fare la cura dell'uva
Come fare la cura dell’uva

Fare la cura dell’uva

  1. La cura dell’uva è un’ottima terapia stagionale, disintossicante ed utile nel trattamento della piccola patologia. Si tratta di un regime dietetico di grande valore terapeutico che, tuttavia, va seguito sotto la guida di un medico e che prevede l’utilizzo solo di uva fresca, poiché i succhi conservati perdono con il tempo la loro efficacia terapeutica.
  2. Per prima cosa bisogna scegliere il tipo di uva più adatto, dato che non tutte le uve sono indicate. L’uva da tavola deve avere grappoli non ammassati, acini grandi, buccia sottile (cioè non dura), polpa soda e croccante e sapore zuccherino più o meno aromatico. I grappoli, invece, devono essere di media grandezza e di un bel colore, dal giallo dorato al viola rosato a seconda dei tipi e, in genere, deve trattarsi di uve precoci. A stagione inoltrata, quando la precocità è superata, per la scelta occorre basarsi sui caratteri esterni.
    Ottime sono le uve senza i vinaccioli interni, cioè quelle che si essiccano per le varie uve passite, tuttavia sono consigliabili anche quelle in cui la grandezza dell’acino è piuttosto modesta; sono poco tollerate, invece, le uve che servono a preparare i vini da pasto e quelli ad alta gradazione alcolica, nonché il moscato in notevoli quantità.
  3. La cura dell’uva deve essere adattata ad ogni singola persona, secondo l’età, il sesso, il peso, la costituzione e, ancora, secondo la malattia in atto. Generalmente la cura inizia con un chilo di uva al giorno diviso in tre pasti, cioè 1/3 al mattino, 1/3 al pomeriggio e 1/3 alla sera; in seguito si passa a due chilogrammi al giorno, quantità che possibilmente non va superata. L’uva, selezionata e matura, deve essere lavata accuratamente e a lungo sotto l’acqua corrente, poi va eliminata preferibilmente la buccia, in quanto spesso indigesta e in grado di provocare intolleranze, e i semi, poiché possono provocare una eccessiva stimolazione dell’intestino e dare luogo a diaree.
  4. Questa cura dura in genere 30 giorni, anche se talvolta può essere protratta per periodi più lunghi, e prevede l’osservanza di alcune norme dietetiche che variano a seconda della malattia in atto e delle particolari esigenze del soggetto; solitamente bisogna abolire gli alcolici, il caffè, il tè, le sigarette ed i medicinali utilizzati abitualmente. Nel caso in cui l’uva non sia tollerata nonostante siano stati eliminati i semi e la buccia, si può prendere il succo fresco ottenuto mediante un torchietto o una pressa che elimina sia la buccia che i semi lasciando filtrare solo il succo; sono sconsigliati, infatti, sia i frullatori che le centrifughe, in quanto i primi sminuzzano e non eliminano buccia e semi, mentre le seconde, pur eliminando la buccia, frantumano i semi che rilasciano nel succo oli minerali ed altre sostanze non sempre ben tollerate.
  5. La cura dell’uva viene effettuata per curare o migliorare alcune patologie, come l’uricemia e la gotta. Inoltre ha un elevato potere disintossicante e può essere seguita anche a scopo dimagrante; in quest’ultimo caso occorre consumare solo due chilogrammi di uva al giorno, senza assumere altro, dividendo la quantità nel corso della giornata.
    La cura dell’uva non è indicata ai diabetici, ai sofferenti di malattie renali, agli ipertesi, ai colitici e agli obesi; quest’ultimi possono seguirla solo se la cura è limitata a due chilogrammi di uva nelle 24 ore con l’assoluta esclusione di qualsiasi altro cibo.
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Marco D'Elia
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